Sabato 01 Ottobre 2011

Sordità e le acque termali

Sordità e le acque termali

Fin dall'antichità la terapia termale ha sempre occupato un posto di rilievo nella Storia della Medicina; in particolare, gli Etruschi ed i Romani hanno sottolineato l'importanza e la validità di tale cura come dimostrato anche dagli imponenti resti degli stabilimenti termali dell'epoca. Ancora oggi, la crenoterapia (terapia con acque) rappresenta un tipo di cura efficace ed in questi ultimi anni le indicazioni si sono andate ulteriormente ampliando con l'affinarsi delle indagini diagnostiche e con la migliore conoscenza isto-biochimica, immunologica e farmacologica delle proprietà delle acque.  

Tra le indicazioni classiche alla terapia termale giocano un ruolo fondamentale senza alcun dubbio le rino-otiti, cioè quei processi patologici ricorrenti e/o cronici, che coinvolgono il rinofaringe, la tuba di Eustachio e l'orecchio medio e che sono spesso causa di sordità. L'espressione "sordità rinogena" indica un'ipoacusia trasmissiva conseguente ad un'otite media secretiva (middle ear effusion), dovuta di solito a processi flogistici a partenza dal rinofaringe. Questa espressione ha il pregio di suggerire immediatamente gli stretti rapporti fisiopatologici esistenti tra orecchio medio ed alte vie respiratorie, strutture che nel loro insieme fanno parte di un unico sistema anatomo-funzionale: il sistema rino-faringo-tubarico. Le strutture facenti parte del sistema s'influenzano a vicenda e non c'è causa che non sia anche contemporaneamente un effetto e viceversa. Risulta evidente la necessità di un approccio terapeutico integrato mirato pertanto non solo alla patologia dell'orecchio medio ma anche al distretto rinofaringeo.  

La crenoterapia si propone quindi di modificare in modo favorevole le condizioni tessutali ed umorali degli stati infiammatori o disreattivi acuti, cronici e recidivanti della mucosa rino-faringo-tubarica. Dal punto di vista epidemiologico, le rino-otiti hanno evidenziato un sensibile aumento di prevalenza in buona parte legato all'incremento dei fenomeni di resistenza batterica agli antibiotici più comunemente prescritti. Particolarmente colpita è l'età pediatrica: infatti nel periodo compreso tra 6 mesi e 5 anni di età il 46% dei bambini va incontro ad almeno 3 episodi di rino-otite. La diagnosi si basa sull'esame obiettivo e su indagini strumentali quali l'esame audiometrico ed impedenzometrico, mentre l'endoscopia con fibre rigide o flessibili può aiutare a valutare le condizioni della rinofaringe e dell'ostio faringeo della tuba di Eustachio.  

Il trattamento crenoterapico si propone tre obiettivi principali: 1. risoluzione o riduzione del numero delle flogosi rino-faringee; 2. azione sulla funzione tubarica e sui processi infettivi e infiammatori dell'orecchio medio; 3. prevenzione delle riacutizzazioni delle flogosi delle vie aeree superiori. Le acque termali tradizionalmente utilizzate nella terapia di questo distretto, sono essenzialmente le sulfuree per le insufflazione, i politzer e le inalazioni e quelle salso-bromo-iodiche per le inalazioni. Esse, grazie alle loro proprietà chimico-fisiche, esplicano una naturale azione antinfiammatoria e antibatterica locale e generale; stimolano i processi riparativi dei tessuti e aumentano le difese dell'organismo. La terapia termale, da effettuarsi nelle stagioni climatiche più favorevoli, rappresenta quindi una valida arma di prevenzione e cura nel trattamento di quelle affezioni croniche e/o recidivanti delle vie aeree superiori spesso causa di sordità, sia nel bambino che nell'adulto.

Prof. Ignazio Tasca
Direttore U.O.C di Otorinolaringoiatria
AUSL Imola

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